Diversity management: la tecnologia è il futuro per tutti

Come la cultura d’inclusione può colmare il gap delle competenze – il punto di vista della nostra CTO, Ivana Borelli

L’uguaglianza di genere nell’ambito lavorativo, nella sua battaglia lunga e tortuosa, sta finalmente vivendo, a livello globale, uno slancio tanto necessario. In Italia però, si nasconde ancora timidamente, nell’ombra dei problemi altrettanto rilevanti come la disoccupazione giovanile o l’alfabetizzazione digitale. Far emergere questo problema e dimostrare la sua rilevanza sarà uno dei fondamenti principali per la creazione di una cultura d’inclusione, onnipresente e essenziale per colmare il gap delle competenze.

Uno spunto interessante per la riflessione de lo dà la recente ricerca della Consob, “Gender diversity e performance delle società quotate in Italia”, condotta su tutte le società italiane quotate in Borsa, che si basa sul calcolo dell’impatto della legge 120 del 2011, che ha introdotto l’equilibrio di genere.1 Le conclusioni parlano chiaro: la valorizzazione delle differenze di genere in ambito aziendale ha importanti conseguenze sulla performance aziendale. Una percentuale maggiore di donne nei consigli di amministrazione, che si attesti attorno al 20%, è un fattore determinante nell’aumento della redditività aziendale, mentre i CdA che valorizzano la gender diversity tendono a funzionare meglio e sarebbero più aperti all’innovazione.

L’ambito tecnologico invece, che spesso consideriamo innovativo e lungimirante, come affronta questo problema?  Guardiamo i numeri: un report recente di Statista ci dimostra che le più grandi aziende nell’ambito tecnologico impiegano circa 26% di donne, nel caso di Microsoft, e 46% nel caso di Netflix, con una percentuale in diminuzione considerando le posizioni tecnologiche. Inoltre, la presenza femminile nelle diverse posizioni rimane bassissima:

  • solo il 25% dei lavori in ambito tech è svolto da donne
  • le donne possiedono solo il 5% delle startup tecnologiche
  • le donne dirigenti rappresentano solo l’11% del totale nelle aziende Fortune 500

Davanti a questi dati dobbiamo partire con un approccio nuovo: creare una cultura di consapevolezza e incoraggiamento, partendo dalle istituzioni e le scuole, abbandonando i pregiudizi che le competenze tecniche sono riservate esclusivamente agli uomini.

Credo che uno dei motivi principali per lo scarso interesse delle ragazze nell’approfondire le competenze IT sia la mancanza di mentori femminili. Avere una role-model può aiutare tante ragazze ad immaginare se stesse in quel ruolo, ad avere l’autostima e l’orgoglio per la propria esperienza professionale. Permettere alle donne di condividere i loro successi e le loro esperienze nell’ambito tecnologico ad una platea ampia, potrebbe essere il passo principale. Una delle iniziative molto importanti in questo senso è la conferenza Women4Tech, che si svolge durante  il MWC, il più grande evento mondiale per l‘industria digitale e mobile che si terrà a fine febbraio a Barcellona (DigitalGO ci sarà, ci vediamo lì?).

Le iniziative che promuovono le donne in ambito tecnologico nascono anche dentro le grandi realtà, come per esempio NoiD Telecom, un’Associazione di Donne che cerca di valorizzare i talenti femminili di Telecom Italia. Con la promozione di uno stile di management inclusivo e orientato al merito, NoiD Telecom è orientata anche alla ricerca e all’analisi, come dimostra il recente evento “Guardiamoci dentro: Osservatorio sul Gender Gap in Tim”.

Ognuno di noi può contribuire mettendo in questione la cultura della propria azienda. Come la mia azienda affronta le questioni della diversity? Le ragazze si candidano per le posizioni aperte? Riescono a crescere e avanzare nella loro carriera? Se troviamo dei punti di miglioramento dovremmo aprire un dialogo inclusivo, e riscrivere le nostre culture aziendali in modo da accogliere i talenti a prescindere dal genere, età, lingua, religione, orientamento sessuale, etnia e l’esperienza.

Dal momento in cui riusciamo a convincere i nostri interlocutori che il potere della diversità produce l’innovazione, velocizza il problem-solving e dà una prospettiva fresca e più ampia, riusciremo a motivare le future programmatrici, designer e leader a intraprendere il loro percorso nell’ambito tecnologico. L’innovazione digitale e la tecnologia sono il futuro per tutti.

Scarica il report di Consob in pdf